Casa pubblica per 100mila persone.

Costruiremo 40.000 case pubbliche in affitto sotto il prezzo di mercato. Il suolo resta pubblico, per sempre.

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Il problema.

Milano è diventata una città dove si passa. Chi la tiene in piedi, chi guida il tram, chi cucina nelle mense, chi studia, chi si prende cura degli anziani, fa i conti a fine mese e scopre che qui non può restare. Le case ci sono. Ma diventano chiavi elettroniche in una cassetta per turisti, o numeri nei bilanci dei fondi immobiliari speculativi.

Intanto migliaia di alloggi popolari restano chiusi in attesa di lavori. E per 16 anni il Comune non ha aggiornato quanto chi costruisce paga alla città. Non è sfortuna: è un modello che ha scelto la rendita. Noi scegliamo chi abita.

  • Oltre 22.000 appartamenti interi su Airbnb, il 90% degli annunci in città
  • Circa 5.000 alloggi MM da ristrutturare
  • Oneri di urbanizzazione non aggiornati dal 2007 al 2023: oltre 100 milioni persi

La scelta

Avere una casa e non rischiare di essere espulsi da Milano.

Il conflitto

Ci scontriamo con la rendita e con i fondi immobiliari speculativi. Possiamo costringere Regione, Governo e Unione europea a stare dalla parte di chi abita, insieme alle cooperative.

Cosa faremo.

  1. 1

    Case pubbliche su suolo pubblico

    Il Comune mette i terreni pubblici e si assicura che vengano attuate le bonifiche. Le cooperative costruiscono, le case restano pubbliche e in affitto. Coinvolgiamo i Comuni della cintura e la Città metropolitana.

  2. 2

    Il Comune compra interi palazzi

    Acquistiamo interi stabili da destinare all'affitto accessibile e chiediamo alla Regione di investire nel progetto una parte dei fondi europei per la casa.

  3. 3

    Il Comune garantisce per i giovani

    Un fondo comunale di garanzia per l'affitto: chi studia e lavora a Milano non deve più rinunciare a una casa perché non ha una famiglia che firma per lui.

Cosa cambia per le persone.

  • Per chi vive in affitto

    Una parte ragionevole dello stipendio va alla casa, il resto alla vita. Non devi più scegliere tra pagare l'affitto e fare la spesa.

  • Per chi lavora per la città

    Autisti, personale delle mense, educatrici: le aziende del Comune, da ATM ad AMSA, offrono case a canone sostenibile a chi manda avanti Milano.

  • Per il quartiere

    Dietro ogni finestra torna una vita. La vicina che teneva d'occhio i bambini del pianerottolo resta. Il negozio all'angolo ha ancora clienti.

Oltre Palazzo Marino

Le battaglie che porteremo a Roma e in Regione.

Alcune cose un Comune non può farle da solo. Non può essere una scusa: è il motivo per organizzarsi.

  • Una tassa sulle case sfitte

    Un Comune non può istituire nuove tasse. Raccoglieremo le 50.000 firme per una legge di iniziativa popolare, sul modello francese.

  • Limiti agli affitti brevi

    Chiederemo alla Regione gli strumenti per limitarli nelle zone più sotto pressione, come hanno fatto Bologna e Firenze.

  • Un tetto ai canoni

    Con le altre grandi città chiederemo al Governo di cambiare la legge sulle locazioni (L. 431/1998), come ha fatto Berlino.

  • I dati dei milanesi non sono gratis

    Le piattaforme si arricchiscono con i nostri dati. Porteremo a Roma e a Bruxelles la richiesta di regole che ne riconoscano il valore.

  • Ogni strumento legale

    Useremo ogni via legale contro le multinazionali degli affitti brevi, per difendere il diritto a una casa a prezzi accessibili.

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Fa parte del tema Abitare →

«Hai visto? Goisis vuole 40.000 case pubbliche in affitto a Milano, sotto il prezzo di mercato, su terreni che restano pubblici. Leggi qui:»

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