Un'oasi in ogni quartiere.
Spazi gratuiti aperti tutto l'anno, dove stare anche senza pagare. Una per municipio in cinque anni.
Il problema.
Milano ha dieci eventi in contemporanea a ogni ora del giorno e della notte. Eppure è una città sola. Per incontrarci quasi sempre bisogna pagare: un aperitivo, un abbonamento, un biglietto. Chi non può, resta a casa.
Mancano i terzi luoghi: né casa né lavoro, spazi dove stare e basta. Con estati sempre più calde, chi non ha un posto fresco dove andare paga anche con la salute. Intanto edifici e spazi pubblici restano chiusi o usati a metà.
La scelta
Scegliamo spazi di tutti contro spazi a pagamento.
Il conflitto
Ci scontriamo con l'idea che ogni metro di città debba rendere. Gli alleati sono le associazioni e le realtà giovanili che questi spazi li vogliono gestire.
Cosa faremo.
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1
Un'oasi per municipio in cinque anni
Partiamo dai nove municipi, primo passo verso un'oasi in ogni quartiere. Le ricaviamo da edifici e spazi pubblici esistenti, anche dismessi o sottoutilizzati.
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2
Sport, cultura e fresco, gratis
Spazi coperti e all'aperto per basket, pallavolo, calcetto e cultura. Nelle ondate di calore diventano rifugi con acqua e servizi. Ospitano le assemblee territoriali per il clima.
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3
Gestite con chi le vive
Le oasi sono co-gestite con associazioni e realtà giovanili. Uno spazio pieno di persone è anche uno spazio più curato e più sicuro.
Cosa cambia per le persone.
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Per chi ha sedici anni
Un campo dove giocare la sera senza pagare. Un posto dove stare con gli amici che non sia un centro commerciale.
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Per chi vive da solo
A luglio, quando in casa non si respira, c'è un posto fresco nel quartiere. E qualcuno con cui scambiare due parole.
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Per il quartiere
Un edificio chiuso da anni riapre. Le luci accese la sera rendono la strada più viva.
Le altre tre proposte
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